9 giugno 2008

Trecentotrenta chilometri circa

Ero distratto dalla complicità dei nostri sguardi, dal modo nervoso con cui entrambi tenevamo occupate le mani. O forse cercavo di distogliere gli occhi dal tuo petto, dal tuo braccio, dalla maglia aderente che mostrava i risultati di diversi mesi in piscina. Credo di aver rubato il tuo turno. Ma è anche grazie a te se riesco a parlare. Credo che potrei essere un ottimo personaggio per un film di Virzì. Un pensiero fuori tema. Senza capo ne coda.

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